SISMA ALL'AQUILA
La colonna mobile sono i rinforzi che arrivano ai vigili del fuoco locali dalle regioni vicine.
Si tratta di un dispositivo stabilito quotidianamente autosufficiente in tutto.
Ogni giorno anche se non ci sono emergenze, viene stabilito il personale e i mezzi che faranno parte delleventuale colonna mobile.
Ogni comando provinciale presta uomini e mezzi alla colonna che ha carattere regionale.
Da tutti i comandi sono partiti gruppi di muomini, un funzionario e tutto il necessario per lavorare e riposare senza gravare su risorse locali.
A secondo delle tipologie delle emergenze si scelgono i mezzi da inviare; in questo caso sono partite ruspe e mezzi di rimozione terra oltre a carri crolli, cioè camion attrezzati con tutto cio che serve per operare tra le macerie o in strutture pericolanti.
Dalle varie province il personale, la notte del sisma, ha iniziato a muoversi alle 4, cioè meno di mezzora dopo il sisma.

Vengono immediatamente costituiti i Campi Base dove affluiscono le colonne mobili delle varie Regioni d'Italia






Le colonne mobili oltre i Vigili del Fuoco adibiti al soccorso alla popolazione , sono costituite anche da vari Nuclei specialistici per operazioni particolari

I Vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni di puntellamento delle strutture pericolanti e nella ricognizione delle abitazioni lesionate e danneggiate.


I Vigili del Fuoco hanno istituito alcune postazioni mobili di riferimento alle quali possono rivolgersi le persone interessate al recupero di effetti personali rimasti all'interno delle abitazioni e dei locali.
Le richieste potranno essere presentate presso una delle dieci Unità di Comando Locali (Ucl) allestite a L'Aquila e, per le altre zone, presso i Centri Operativi Misti di competenza.




I nuclei Speleo, Alpino, Fluviali (SAF) dei Vigili del fuoco, specialisti addestrati per intervenire in scenari in cui non sono utilizzabili i normali mezzi in dotazione, si sono distinti in Abruzzo anche per aver realizzato importanti interventi di recupero di persone e di opere darte custodite nelle chiese del centro storico dellAquila, della periferia e dei paesi vicini.



Era la prima volta dalla
loro costituzione che le unità cinofile dei Vigili del fuoco si
trovavano ad agire su scenario devastato a causa di un terremoto.
Nelle zone colpite sono state complessivamente impiegate 70
unità cinofile, su un totale di 115 unità disponibili su tutto
il territorio nazionale. Al momento è ancora attivo un presidio
di 7 unità presso il campo dei Vigili del fuoco, nella caserma
della Guardia di Finanza a L'Aquila


Uomini dei Vigili del fuoco specialisti nel puntellamento degli edifici pericolanti


Mezzi operativi adibiti allo sgombero delle macerie ed all'abbattimento delle case pericolanti possibili fonti di pericolo per crollo


Nuclei specialisti in telecomunicazioni intervenuti da tutte le Regioni hanno provveduto a ripristinare ed integrare le necessarie comunicazioni di soccorso impieganto svariati mezzi ed attrezzature


Speciali carrelli con ponti radio completamente autonomi sono stati installati nella zona del sisma

A causa della forte presenza di neve in quota si e' dovuto far usi di speciali gatti delle nevi
Sin dai primi istanti dellil Servizio delle Telecomunicazioni
del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco si è attivato a livello
nazionale andando in ausilio 'emergenza sismica che ha colpito i
territori dell'Abruzzo al Centro TLC dellterritorio. Sono stati
attivati immediatamente ed impegnati sul posto il Centro TLC
Nazionale ed i centri TLC Regionali della Toscana e Venezia che
hanno 'Abruzzo competente per collaborato con il Centro TLC dell'Abruzzo
indispensabile per la conoscenza del territorio, per la
realizzazione del migliore sistema di telecomunicazione per
fronteggiare l'emergenza.
Lè profuso per il potenziamento delle comunicazioni di soccorso
tramite l'installazione 5 nuovi canali Ponti Radio 'azione del
servizio TLC è stata fin dal primo momento su più fronti;
grande impegno si Trasportabili il territorio interessato. l'attività
svolta può essere suddivisa in tre fasi. La prima fase ha visto
il potenziamento dei collegamenti per l'attività di (PRT)
carrellati dislocati strategicamente in tutto soccorso alle
popolazioni colpite dalla calamità assegnando un canale radio (ch
120) specifico per il soccorso (operativo già alle ore 8.00 del
6 aprile) e canali radio ad hoc per gruppi speciali (cinofili,
SAF, eccseconda fase si è avviata successivamente con la piena
attivazione dei COM. In tale fase si sono ridistribuite e risorse
radio al fine di rendere indipendenti nelle comunicazioni i
singoli COM ). La assegnando a ciascuno di essi un singolo canale
radio per permettere alle squadre VF di svolgere correttamente le
attività di recupero beni e delle verifiche di stabilità degli
edifici. La terza fase prevederà la stabilizzazione dei canali
con la sostituzione dei Ponti Radio Trasportabili (PRT) con
strutture più stabili ed in grado di rimanere nei luoghi dell'emergenza
anche per lungo tempo.
Il personale dei Centri TLC ha provveduto alle installazioni di stazioni radio fisse presso:
Inoltre si provvede costantemente alla gestione ed alla manutenzione degli apparati radio terminali veicolari e portatili presenti sui luoghi dell'emergenza.
Per garantire il contatto continuo in videoconferenza con il Centro Operativo Nazionale del Viminale sono stati inviati sul posto 3 mezzi mobili attrezzati per la trasmissione satellitare (CRT) provenienti dal Centro TLC Nazionale, dalla Toscana e dal Veneto. Tali sistemi, connettibili anche con i Carri Regia del servizio Documentazione VF hanno anche permesso di seguire in diretta l'azione di soccorso delle squadre VF giunte sul posto nella prima fase dell'evento.
( DAL SITO UFFICIALE)
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L'OPERATO COSTANTE DEI VIGILI DEL FUOCO VIENE APPREZZATO E VISSUTO DI PERSONA DAL GOVERNO

Dopo due mesi ecco la notizia
"Il governo ci ha preso in giro, ma il nostro impegno rimane uguale", così i vigili del fuoco impegnati allAquila dopo che in senato sono naufragate le promesse di nuove risorse economiche per l'ammodernamento dei mezzi e per gratificare il lavoro della categoria dopo leccezionale sforzo compiuto in occasione del sisma. I pompieri continuano il loro lavoro ma avvertono: "Attenti, faranno così anche coi terremotati".
LAQUILA. Nel campo base - sulla strada provinciale per
Monticchio - sono tutti al loro posto. I vigili del fuoco hanno
uno strano modo di protestare: lavorano, se possibile anche di
più. Il giorno dopo la proclamazione dello stato di agitazione
cè rabbia ma soprattutto amarezza. Non si aspettavano il
colpo basso da parte del governo che ha negato loro nuovi mezzi,
assunzioni e incentivi.
Cè chi li ha definiti gli angeli del terremoto, sono stati
presi ad esempio per sacrificio e abnegazione. Hanno lasciato per
settimane la casa e la famiglia per venire in Abruzzo ad aiutare
i terremotati e rischiare la vita (un vigile del fuoco è morto
nelle prime ore dei soccorsi e un altro è rimasto gravemente
ferito). Si aspettavano un minimo di attenzione e invece per
tutta risposta hanno avuto solo promesse che non sono state
mantenute. In una nota i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e
Uil hanno scritto: «Le intenzioni del Ministro dellinterno
Maroni esplicitate nella udizione alla Camera ed orientate
a potenziare le risorse umane del Corpo nazionale dei Vigili del
fuoco nonché ad implementarne le risorse economiche per
lammodernamento dei mezzi e per gratificare il lavoro della
categoria dopo leccezionale sforzo compiuto in occasione
del recente sisma abruzzese, sono miseramente naufragate al
Senato. Il governo non ha voluto, collegialmente, far propri gli
impegni più volte assunti dal ministro dellinterno e da
altri autorevoli esponenti governativi. Il risultato è che tutti
i proclami fatti non hanno prodotto alcun effetto pratico, i
pompieri vedono peggiorare le proprie condizioni
organizzative ed economiche, alla faccia degli attestati di tutti
i politici della maggioranza di governo che si sono succeduti a
visitare le zone disastrate. Si è trattato quindi dei soliti
spot; se questo è accaduto a noi, nutriamo forti
dubbi anche sugli impegni relativi alla ricostruzione. A fronte
di tale comportamento del Governo, che nei fatti ha contraddetto
un proprio autorevole Ministro e delle nnesima beffa
mediatica, la categoria non può restare inerme anche perché
dalladeguamento delle condizioni del servizio dipende il
grado di tutela del cittadino. Pertanto viene proclamato
immediatamente lo stato di agitazione ed annunciamo
lintenzione di ricorrere ad una prima giornata di protesta,
che interesserà tutti i lavoratori del Corpo Nazionale dei
Vigili del fuoco. Si intende attivata anche la procedura di
conciliazione dei conflitti prevista dalle vigenti norme sul
diritto di sciopero».
AllAquila è stato diffuso un comunicato stampa a firma di Andrea
Milani della Cgil, Fabio Bargagni della
Cisl e Roberto Lenzi della Uil (che fanno parte
del coordiamento regionale della Toscana) in cui si parla di
«inaffidabilità mostrata dal governo rispetto agli impegni
assunti».
Ha preso posizione anche la rappresentanza di base (Rdb -Cub) che
in un volantino rivolto ai cittadini delle zone terremotate
afferma: «Ora è toccato a noi, non vorremmo che con gli stessi
sistemi domani tocchi alle famiglie colpite dal sisma».
Lemendamento che è stato bocciato in Senato e che era
stato presentato dalla maggioranza prevedeva 600 assunzioni (anche
se inizialmente ne erano state promesse 1200 sulle 5000 che
sarebbero necessarie per coprire tutti i vuoti in organico), un
finanziamento speciale per rinnovare il parco mezzi sottoposto in
queste ultime settimane a un superlavoro (ci sono molte macchine
rotte o che hanno bisogno di urgente manutenzione) e 15 milioni
di euro come incentivo.
La protesta potrebbe sfociare in uno sciopero (anche se i servizi
verrebbero comunque assicurati) se dal governo non arriveranno
segnali positivi. Intanto i vigili del fuoco che in questi giorni
sono allAquila (duemila) continuano senza sosta il loro
lavoro (dal sei aprile circa 100.000 interventi). Sempre pronti a
correre dove vengono richiesti, anche se pagati poco e
scarsamente considerati nei piani alti della politica.
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